Le vere difficoltà della partita IVA quando sei una libera professionista sola (e magari anche con figli)

PARTITA IVA ELIBERA PROFESSIONISTA

Ammettiamolo, non ci siamo stancate di vedere contenuti social, articoli blog o ascoltare podcast dove le uniche cose che sentiamo sono le bellezze di essere una libera professionista? Perché così si può lavorare ovunque, quando si vuole, con i propri orari, sorseggiando un tè matcha in riva al mare.

La verità è che essere una libera professionista, e magari anche mamma, non è una realtà così idilliaca. Non è una foto aesthetic. Non è una vera libertà, diciamocelo.

Racchiude difficoltà. Difficoltà di gestione del tempo, delle task. È come giocare a Tetris per organizzare nel modo giusto famiglia e lavoro. Perché non è vero che se hai un’attività in proprio hai più tempo e più libertà: anzi, a volte è proprio la troppa libertà che si trasforma in una prigione invisibile.

Se ti sei risentita almeno un po’ in queste parole, allora questo articolo è proprio per te.

  • In questo articolo scoprirai:

    • che le difficoltà della partita IVA non sono un tuo limite personale

    • sentirti sotto pressione non significa che non sei capace

    • il confronto con le altre imprenditrici può diventare tossico se non lo gestisci

    • conciliare lavoro e famiglia non è una questione di super organizzazione, ma di carico reale

    • non sei l’unica a sentirti così, anche se sui social sembra il contrario

La solitudine decisionale dell’imprenditrice

Decidere di essere imprenditrice è una responsabilità che hai completamente nelle tue mani.

È un po’ come diventare genitori: non ti danno un libretto delle istruzioni. Puoi leggere libri, fare corsi, provare, sbagliare, riprovare e risbagliare. Ma in tutto questo sei sola.

Sola davanti alle decisioni.
Sola nella gestione delle frustrazioni che arrivano sempre. Perché lavoriamo con persone diverse, con pretese, obiettivi, paure che a volte si riversano su di noi.

Non voglio dirti che questo mondo sia solo difficile, anzi. La soddisfazione che si prova quando una cliente ottiene risultati grazie al tuo lavoro è impagabile.

Ma la solitudine resta. Ed è una delle difficoltà più grandi della partita IVA e di chi gestisce da sola la propria attività.

A volte quando sei da sola, il margine di errore è più piccolo ma la pressione è più grande.

imprenditrice libera professionista

Quali sono le principali difficoltà della partita IVA

La pressione economica e l’ansia del fatturato

Un’altra cosa che non sopporto — e sono sicura nemmeno tu — sono i famosi 10.000 euro al mese sbandierati come trofei sui social da imprenditrici varie o aspiranti tale. 

Questa cifra diventata quasi un’icona della libera professionista di successo. E c’è chi si lascia emotivamente schiacciare da questi contenuti, convincendosi di non essere all’altezza.

Le informazioni vanno sempre prese con le pinze. Anche se il fatturato fosse reale, conosci le sue spese? Conosci i costi dietro quei numeri?

Il punto non è pensare che tutte mentano.
Il punto è ricordarti perché hai scelto di aprire la tua attività.

Curare e piantare nuovi fiori nel tuo giardino, senza invidiare sempre quello degli altri pensando che loro siano migliori, perché non è così!

Essere mamma imprenditrice: il carico mentale invisibile

Quando le difficoltà aumentano? Quando hai anche dei figli o comunque una famiglia.

Una tua attività e loro da seguire ogni giorno.

Molte donne aprono la partita IVA per conciliare lavoro e famiglia. Poi si ritrovano travolte.

È una prospettiva magnifica, quella della gestione autonoma del tempo. Ma il carico mentale che porta con sé è difficile da sostenere.

L’ansia di riuscire a fare tutto.
Il bisogno di rimanere in equilibrio.
Il lavorare il doppio di quando eri in azienda.
Perdere il confine tra famiglia e lavoro solo perché sono sotto lo stesso tetto.

E a volte non sai nemmeno più dove finisce uno e inizia l’altro.

ragazza seduta alla scrivania che scrive in un foglio

Ma chi sono io per parlarti di questo?


Sono Denise Pezzutto, digital strategist e business coach. Aiuto libere professioniste e imprenditrici a costruire un ecosistema digitale chiaro e coerente, attraverso storytelling strategico, contenuti efficaci e funnel di vendita che convertono. Nei miei percorsi e consulenze lavoriamo su automazioni, email marketing e strutture evergreen per vendere con più continuità, senza dipendere solo dai social o dall’improvvisazione. L’obiettivo è trasformare la tua comunicazione in un sistema che accompagna le persone giuste e genera clienti in modo naturale e sostenibile.

Perché non è solo un problema di organizzazione

Non è solo questione di gestione del tempo.

Non è che non sei organizzata.
Non è che ti manca disciplina.

Spesso sei solo sovraccarica.

Arriva un punto in cui sembra che la testa si scolleghe. Il rischio burnout è reale.

“Meglio che torno a lavorare come dipendente.”
“Non sono in grado.”
“Sono stata una stupida a crederci.”

Sai quante volte ho ascoltato queste frasi durante le consulenze e le call conoscitive?
Davvero tante volte per cui se le hai pensate anche tu, non sei sbagliata.

Come affrontare le difficoltà della partita IVA da sola senza sentirsi inadeguata

La prima cosa che voglio dirti è questa: smetti di pensare che il problema sia solo tuo.

Essere una libera professionista da sola è complesso. Non è una tua mancanza. Non è che “non sei abbastanza imprenditrice”. È che stai reggendo tanto.

La seconda cosa è cercare supporto come imprenditrice. E no, non significa essere deboli. Significa essere intelligenti. Confrontarti, entrare in una community, avere un mentor o anche solo altre donne con cui parlare davvero riduce quella solitudine decisionale che pesa più di quanto ammettiamo.
Credimi che la parte del mindset è la prima cosa che tratto all’interno dei miei percorsi. (qui se vuoi saperne di più)

La mentalità imprenditoriale non è essere sempre forti. È sapere quando chiedere aiuto.

Terzo punto: separa il tuo valore personale dai risultati. Il fatturato non è la tua identità. Un mese basso non cancella la tua crescita personale come imprenditrice. Un errore non cancella le competenze che hai costruito.

Stai costruendo qualcosa. E le costruzioni hanno fasi disordinate.

Non devi dimostrare di farcela da sola.
Devi solo continuare, un passo alla volta, senza distruggerti nel frattempo.

Domande frequenti sulle difficoltà della partita IVA

  1. È normale sentirsi sopraffatte con la partita IVA?
    Sì. Quando gestisci tutto da sola — clienti, strategia, parte economica e magari anche famiglia — è normale sentirsi sovraccarica. Non è un segnale di incapacità, è un segnale di carico elevato.
  2. Come conciliare partita IVA e figli piccoli?
    Non esiste un equilibrio perfetto. Esistono periodi. Esistono priorità che cambiano. E soprattutto esiste il bisogno di non pretendere da te stessa performance massime in ogni area contemporaneamente.
  3. Perché mi sento sempre in colpa come imprenditrice?
    Perché stai cercando di essere presente ovunque. Nel lavoro. In famiglia. Per te stessa. La colpa nasce quando pensi che dovresti fare tutto perfettamente. Ma nessuna imprenditrice — nemmeno quelle che sembrano impeccabili online — lo fa davvero.

Ora ti lascio con questo pensiero:

parlare delle difficoltà della partita IVA non significa lamentarsi. Significa smettere di far finta che sia tutto leggero.

E te lo dico perchè in consulenza parliamo molto spesso di questo, della gestione delle attività, del tempo e delle frustrazioni.

Se ti sei riconosciuta in queste mie parole raccontamelo nei commenti perché sono certa sarà utile a molte altre donne oltre che a te stessa che lo condividi!

 

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